CAPPOTTO TERMICO? COS’E’ E QUALI SONO I 10 ERRORI DI POSA FREQUENTI

rivestimento facciata cappotto termico
RIVESTIMENTO DI FACCIATA: LE 3 TIPOLOGIE PRINCIPALI
ottobre 5, 2017
Show all

CAPPOTTO TERMICO? COS’E’ E QUALI SONO I 10 ERRORI DI POSA FREQUENTI

isolamento-cappotto termico

Cappotto termico? Cos’è?

Ti piacerebbe non boccheggiare in estate e/o non spendere un sacco di soldi in inverno in riscaldamento? Se questo è quello che desideri allora il cappotto termico è la soluzione ideale per te e il tuo immobile.

Il cappotto termico è una tecnica per la coibentazione termica e in alcuni casi acustica delle pareti di un edificio.

La coibentazione è una tecnica per isolare due sistemi aventi differenti condizioni ambientali, in modo che i due sistemi non scambino calore o vibrazioni sonore tra di loro.

La coibentazione può offrire dunque isolamento termico, acustico o termoacustico!!

Attraverso questa tecnica si mira ad aumentare l’isolamento termico/acustico dell’ edificio per mezzo di un materiale isolante disposto sulle superfici perimetrali: le pareti e il tetto.
(Nella foto qui sotto puoi vedere l’isolamento tra il muro dell’edificio e la facciata ventilata)

Perchè è importante il cappotto termico

Il cappotto (isolamento) termico ha una doppia funzione:
1) nei mesi freddi serve a trattenere il caldo all’interno proteggendoci dal freddo e
2) nei mesi caldi serve a proteggerci dal caldo esterno.

Cappotto termico entriamo nei dettagli

Quando si parla di isolamento termico o di cappotto termico, è necessario però fare una distinzione tra:
– cappotto termico esterno;
– cappotto termico interno.

Cappotto termico esterno

isolamento-cappotto termico

Il cappotto termico esterno viene applicato sulla facciate esterna del muro; questo gli garantisce una maggiore efficacia rispetto a quello interno.
È l’edificio intero a essere rivestito dall’esterno, garantendo maggiore continuità e quindi maggiore efficienza. Viene spontanea la metafora con il tipico cappotto indossato sopra i vestiti durante l’inverno.

Cappotto termico interno

cappotto-termico-interno

Il cappotto termico interno, invece, essendo applicato sulla facciata interna del muro, non presenta continuità ma viene interrotto ogni qualvolta c’è un muro divisorio o un solaio.

Questa tipologia di isolamento prevede l’installazione di materiali isolanti, come pannelli di polistirene e cartongesso dall’interno dell’abitazione, ha il vantaggio di essere più economico, e di poter essere installato anche su una singola unità abitativa, ma spesso non riesce ad isolare perfettamente la casa lasciano alcuni ponti termici che qualitativamente vanno ad influire sull’isolamento generale dell’abitazione.

Per esempio, possiamo trovare dei “ponti termici” in corrispondenza degli angoli, dei solai, dei pilastri sui muri perimetrali e in corrispondenza del perimetro degli infissi dove questi si attaccano alla parete.

– in quel punto aumentano le dispersioni di calore;
– proprio a causa del maggior calore che fuoriesce attraverso questi punti, si ha un raffreddamento della parete che comporta, a sua volta, la condensazione del vapore acqueo prodotto all’interno degli ambienti. La condensa si trasforma velocemente in muffa.

Se fatto in modo efficiente, il cappotto termico esterno va a correggere i ponti termici, riducendo le dispersioni, quindi la muffa.

Quali Materiali scegliere per il cappotto termico

I materiali che si possono utilizzare per la realizzazione delcappotto termico li possiamo suddividere in 3 gruppi: materiali sintetici, minerali e vegetali.

  • Isolanti sintetici: sono pannelli isolanti di poliuretano o polistirolo molto leggeri, ed hanno valori di conduttività termica estremamente bassi. Questi hanno un basso costo e sono facili da installare. Si possono trovare in commercio sotto forma di schiuma o pannelli rigidi.

isolanti sintetici

  • Isolanti minerali:sono di origine naturali quindi rinnovabili e riciclabili.
    Un isolante termico minerale è stato, solitamente, ricavato dalle rocce. Sono ad esempio la lana di roccia, la lana di vetro e l’argilla espansa. Sono molto resistenti alle muffe e non presentano alcun rischio incendio così come gli altri isolanti termici naturali, sono biodegradabili e molto duraturi;

lana di roccia minerale

  • Isolanti termici naturali di tipo vegetali
    • Fibra di legno ( buone proprietà isolanti e buone capacità di accumulare calore)
    • fibra di legno mineralizzato
    • fibra di cellulosa
    • fibra di cellulosa in fiocchi (usato per isolare le intercapedini)
    • fibra di canapa
    • fibra di lino
    • sughero ( è il più costoso ma risulta un ottimo isolamento termoacustico, buona capacità di accumulo termico e smorzamento delle oscillazioni di temperatura, elasticità, resistenza e leggerezza)
    • fibre di cocco
    • iuta

    hanno un’elevata traspirabilità (permettono all’umidità interna di uscire all’esterno evitando la formazioni di muffe) ma sono anche i più costosi.

  • Isolanti termici naturali di tipo animale

Tra i materiali termoisolanti di origine animale il più diffuso è la pura lana vergine di pecora. Questo isolante termico naturale è indicato per la coibentazione di tetti ventilati e non ventilati, murature perimetrali, murature interne, solai, controsoffitti e il riempimento delle intercapedini del telaio di finestre e porte.

Regole e spessori

Minore è il valore di conducibilità termica del materiale, maggiore è la sua capacità di isolamento termico. Di norma, un maggiore spessore del rivestimento garantisce una capacità isolante maggiore anche se alcuni nuovi isolanti sintetici permettono di ridurre lo spessore a parità di capacità isolante.

Lavorando dall’esterno, possiamo definire lo spessore adatto al materiale scelto, puntando agli obiettivi energetici da raggiungere.

Nel cappotto termico esterno non c’è limite allo spessore dei pannelli isolanti: a differenza dell’isolamento dall’interno, infatti, non toglie spazio utile alle abitazioni e la normativa consente di andare in deroga alle distanze dai confini (decreti legislativi 115/2008 e il 57/2010).

Come si applica il cappotto termico

Prima di procedere con la posa del sistema “a cappotto” è necessario analizzare il sottofondo su cui andrà applicato.
Verificare la planarità del supporto (oltre un fuori piombo di 1 cm ogni 2 m è necessario regolarizzare con intonaco) e lo stato di adesione e stabilità di eventuali rivestimenti della muratura (intonaci e/o finiture colorate). Quindi asportare tutte le parti in fase di distacco, ripristinare le lacune e lavare accuratamente la superficie.

Una tecnica di realizzazione del cappotto termico consiste nell’applicare alle pareti dei pannelli isolanti con colla e appositi sistemi di fissaggio che, successivamente, vengono ricoperti da una rasatura armata e da una finitura spatolata precolorata.

Alcuni pannelli possono essere anche dotati di una rete porta-intonaco per la finitura a malta tradizionale.

(La foto qui sotto mostra come va applicato il cappotto termico)

In alternativa alla rasatura, si può predisporre un reticolo di staffaggi sulla muratura da isolare ed una volta istallato correttamente il materiale isolante, si può pensare all’applicazione di un rivestimento tecnico o meglio definibile, FACCIATA VENTILATA

Attenzione alla posa del cappotto termico

Un aspetto molto importante da tenere in considerazione quando si applica il cappotto termico è la posa, se l’intervento viene eseguito in modo ottimale si ottiene come risultato:

1- Diminuisce la spesa della bolletta. In effetti ci sarà una diminuzione della trasmissione del calore di una parete durante l’inverno, in altre parole il flusso di calore dall’interno verso l’esterno viene diminuito.

Quindi il calore prodotto attraverso il sistema di riscaldamento tende a rimanere all’interno degli ambienti e non a fuoriuscire attraverso le pareti.

In questo modo il sistema di riscaldamento dovrà produrre meno calore per riscaldare gli ambienti e di conseguenza ci sarà la diminuzione dei consumi e, di riflesso, delle bollette.

Inoltre non va dimenticato che si riducono anche le emissioni di CO2 nell’ambiente con conseguente riduzione dell’inquinamento.

2- Si sta più al fresco d’estate. Ci sarà una riduzione del passaggio di calore dall’esterno verso l’interno durante l’estate, in particolare lo “diluisce” nel tempo in modo tale che l’involucro esterno rilasci il calore nelle ore più fresche della giornata, evitando picchi di calore all’interno durante le ore più calde.

In questo modo durante la giornata ci sarà una temperatura praticamente costante all’interno, evitando quindi i picchi di temperatura che ci sono fuori.

Sono disponibili anche delle tecnologie (facciate ventilate) che consentono di diminuire la temperatura esterna della parete, in modo da diminuire la trasmissione del calore dagli strati esterni irraggiati dal sole a quelli interni (quindi all’interno della casa), ma questa scelta dipende dalle singole esigenze.

In definitiva, per un risultato ottimale sono fondamentali 3 aspetti:

1-  Un analisi attenta del tipo di intervento da eseguire in funzione delle migliorie sul risparmio energetico desiderato e sul risultato estetico da esigere; senza dimenticare la durabilità della finitura estetica nel tempo ed il piano di manutenzione necessario a mantenere un cappotto termico duraturo.

2- Una scelta attenta dei materiali, in questo caso il famoso detto “chi meno spende, più spende” è una regola da prendere in buona considerazione.

3- Una scelta adeguata di chi effettuerà l’intervento, poichè una corretta tecnica di posa, sicuramente differenzia un cappotto termico bene eseguito da uno male eseguito.

Quest’ultimo aspetto, non è da sottovalutare, in gioco non c’è solo il lato estetico che è più facile da contestare, ma quello più a rischio e meno visibile del consumo energetico e per conseguenza un impatto sulla miglioria della classe energetica del Vs immobile.

Il rischio reale diverrebbe aver intrapreso costi e disagi, pur non ottenendo il risultato principale che si voleva raggiungere: Il risparmio energetico.

Ecco perchè la posa è un aspetto fondamentale da valutare molto bene.

10 PRINCIPALI ERRORI QUANDO SI POSA UN CAPPOTTO TERMICO

A tal proposito, qui sotto elenchiamo i 10 principali errori più diffusi nella posa del cappotto termico con finiture a rasature armate – spatolabili precolorati – malte tradizionali:

1) Errore 1: mancato o errato posizionamento del profilo di partenza
Il profilo di partenza è un elemento essenziale per iniziare la posa su una struttura già definita. Può essere realizzato in varie forme e materiali, l’importante è che sia posizionato ad una altezza da pavimento minima ma adeguata per poter eseguire l’allineamento orizzontare sul piano di terra, al fine di garantire la corretta applicazione in linea dei pannelli isolanti.

2) Errore 2: errato posizionamento del materiale isolante
Le pannellature devono essere posizionate, dal basso verso l’alto e sfalsate di un terzo della loro larghezza le une dalle altre, al fine di consentire la distribuzione delle tensioni ed evitarne la separazione conseguente ai movimenti interni. I bordi delle pannellature non devono coincidere con le fughe determinate da un cambio di materiale nel supporto e nei raccordi di muratura.

3) Errore 3: errato incollaggio delle lastre
L’errato incollaggio delle lastre, non rispettando i metodi sopra descritti, può portare a diversi inconvenienti dovuti al movimento degli stessi, noti come effetto materasso ed effetto camino. È inoltre fondamentale ricordare che non va posizionato alcun collante tra i pannelli isolanti.

4) Errore 4: mancato riempimento delle fughe maggiori di 2/3 mm
Quando le fughe tra i pannelli superano i 2/3 mm, queste devono essere riempite col medesimo materiale isolante. Per fughe entro i 5/6 mm, è consigliabile utilizzare un’idonea schiuma isolante a bassa densità. Un errore che comunemente viene fatto e spesso si può osservare in cantiere, le fughe non devono essere riempite con materiale isolante diverso o schiume ad alta densità.

5) Eccessiva esposizione di alcuni materiali agli agenti atmosferici e all’irradiazione solare
Alcuni materiali come l’EPS grigio, richiedono una protezione maggiore rispetto agli altri tipi di isolanti a causa delle loro caratteristiche. È sempre sconsigliato che vengano lasciati troppo esposti alle intemperie e non protetti mediante appositi ombreggianti. Uno stoccaggio errato li esporrebbe ad un deterioramento importante.

6) Errato incollaggio della rete di armatura
La rete deve essere il più possibile posizionata al centro dell‘intonaco di fondo, sucessivamente stesa a partire dall’alto verso il basso. Errore comune, ma più in generale si può definire proprio una frode ai danni del cliente finale, sovente consiste nell’appurare che purtroppo, la seconda rasatura, non viene effettuata. Mancando questa, non è possibile parlare di rasatura armata e tantomeno garantire il sistema. A volte, invece manca la prima rasatura, che è semplicemente appoggiata al pannello isolante.

7) Utilizzo di una rete non trattata (apprettata)
La rete in fibra di vetro deve essere correttamente apprettata, ovvero deve essere antialcalina. Il trattamento fa sì che la rete non venga deteriorata dal rasante.

8) Errate giunzioni e rinforzi della rete a 45° in prossimità degli angoli
Spesso, nelle applicazioni dei cappotti termici, un aspetto importantissimo che viene trascurato, consiste nell’attenzione da rivolgere alla giunzione tra una rete e l’altra, i lembi devono essere sfalsati e devono sovrapporsi per almeno 10 cm. Stesso problema si osserva con l’assenza di porzioni di rete poste a 45° in prossimità degli spigoli delle finestre, elementi fondamentali per rispondere alle tensioni che si sviluppano.

9) Utilizzo non omogeneo di materiali isolanti
L’utilizzo di diversi materiali isolanti sulla medesima parete è un grave errore. Le lastre, infatti, hanno una diversa risposta sia in relazione alla conduttività termica che alle dilatazioni termiche, rendendo inadeguato il risultato desiderato sia dal punto di vista estetico che di raggiungimento dei coefficenti termici richiesti dal progetto.

10) Errori nella posa della tassellatura
Gli errori dovuti all’assenza o ad una cattiva tassellatura sono molto frequenti e comportano dei danni notevoli, sia in termini di durata che di estetica del cappotto termico, è fondamentale rispettare la giusta trama di tassellature secondo le specifiche del produttore ed utilizzare i tasselli più adeguati alla struttura di base del muro sul quale viene applicato il cappotto termico.

L’articolo ti è stato utile? Lascia un commento qui sotto

12 Comments

  1. Marco ha detto:

    Articolo utile ed esaustivo, specialmente nella parte dove vengono trattati gli errori più comuni. Darei più risalto al cappotto interno perché, a volte, è l’unica strada percorribile specialmente nei condomini

    • admin ha detto:

      grazie, molto gentile 🙂 … il problema dei cappotti interni rimane nei ponti termici trasmessi dalle strutture cementizie… occupandoci di rivestimenti esterni abbiamo preferito trattare meglio gli argomenti che conosciamo in modo professionale.

  2. Antonio Pileri ha detto:

    Informazioni utili e esaudienti.

  3. Giuseppe Barillaro ha detto:

    Conoscevo già questa tecnica. Comunque l’articolo mi è stato utile anche se a me rimane sempre il dubbio come comportarsi in prossimità degli infissi sul costruito.

    • admin ha detto:

      …dipende dal tipo di intervento di ristrutturazione che si sta realizzando… sarebbe sempre meglio sostituire i falsi telai con dei nuovi coibentati ed inserire serramenti adeguati… nel caso non sia in previsione una sostituzione dell’insieme controtelai/infissi, il risultato non sarà ottimale. Diversamente, con un rivestimento di facciata ventilata hi-tec certi problemi vengono risolti rifinendo gli imbotti e posizionando lastre di materiale coibentante di basso spessore sulle spallette… ed il rivestimento dell’imbotte andrà a “morire” sulla parte fissa che fa da telaio al serramento. Il tutto, ottenendo un risultato estetico e di coibentazione adeguato.

  4. Marino ha detto:

    Molto utile considerato che stiamo per iniziare i lavori

  5. Andrea ha detto:

    E’ possibile applicare un rivestimento esterno con una sottostruttura ancorata alla parte resistente?

  6. I’m extremely impressed with your writing skills as well as with the layout
    on your weblog. Is this a paid theme or did you customize it yourself?

    Either way keep up the nice quality writing,
    it is rare to see a nice blog like this one nowadays.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »